SRCM 35 - Anatomia di una bomba
Srcm, quattro lettere dell'alfabeto che racchiudono un'arma-simbolo del soldato italiano della seconda guerra mondiale, un'icona di arditismo, uno strumento bellico amato e odiato dai nostri soldati in grigioverde e utilizzato da tre generazioni di "najoni" durante il servizio obbligatorio di leva. 

La bomba a mano Srcm, anche detta “diavolo rosso”, o “Balilla”, è stata una delle armi
protagoniste della seconda guerra mondiale e si è attirata critiche (tante) ed elogi (soprattutto da
parte del nemico!) la cui eco si è riverberata per decenni.
Ma la Srcm è stata, anche, protagonista di tre generazioni di “naja”, entrando insieme al ’91 e al
Garand nella memoria storica collettiva degli italiani. È parso giusto e doveroso, quindi,
realizzare una monografia che analizzasse le origini, i prototipi, le varianti, i materiali, i concetti
tecnici e il funzionamento, i produttori: insomma, tutto quanto è ruotato intorno all’arma che,
ufficialmente, a oltre settant’anni dalla sua adozione, risulta ancora in servizio nelle nostre forze
armate, risultando così una delle più longeve armi individuali di un esercito occidentale.