Garage Bikes - Versione Digitale
RIVISTA DIGITALE
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Le chiamiamo “special”, eppure le moto elaborate a nostra immagine e somiglianza dovrebbero essere più “normali” delle moto di serie. Raccontano di noi e sanno dare sfogo ai nostri istinti primordiali (forza, aggressività, passione, trasformismo) ma anche alle nostre più raffinate ambizioni (capacità di contaminare stili diversi, di accostarli in maniera paradossale o di rivisitarli). Vero è che ci permettono di vivere l’esperienza intimissima, e in quanto tale unica, della creatività che è anche poesia, nostalgia, follia. In Garage Bikes di uomini (e moto) folli ne trovate un po’ (Mr Martini, Giuseppe Carucci, Christian Moretti, Samuele Reali, Michele Capraro, Oscar Tasso, ecc.) ma nel senso più elevato, oseremmo dire solare, del termine, quello celebrato da Erasmo da Rotterdam nel celebre “Elogio”: “Osservate con quanta previdenza la natura, (...) ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. ” Questo Speciale vuole risvegliare quel pizzico di sana pazzia che alberga in tutti noi, in fondo siamo tutti “apprendisti stregoni”, a tutti noi diverte “ri-pensare” la propria moto, sia che ci piaccia sporcarci le mani sia che si demandi ad altri. L’arte di personalizzare, a nostro parere, ha smesso di essere un fenomeno di nicchia (o di élite?) e sta coinvolgendo tutti i generi di moto: café racer, scrambler, sportive. Anche se ci sembra si possa riconoscere una tendenza stilistica che accomuna tutti questi ambiti, che per usare una parola di moda, definiremo “vintage”. È una parola che mette d’accordo i motociclisti più ruspanti e quelli più radical-chic ma, soprattutto, esprime la necessità di guardarsi indietro, di trovare conforto in stilemi e forme diventati classici. In tempi di crisi si cerca sempre conforto nel passato ma ci s’impegna anche a ridare vita agli oggetti dimenticati donando loro nuovi significati.

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